Questa è la storia di un’anziana signora napoletana che, per contrastare quella data così antica presente nella carta d’identità, si tiene sempre in moto perpetuo: Lina è vitale, molto attiva, dirige e coordina una divertentissima associazione cattolica di vecchiette borghesi, si occupa della sorella e di suo nipote mai cresciuto, ma soprattutto continua ad esercitare il ruolo di mamma vecchio stampo nei confronti dei tre figli sessantenni in perenne crisi. Che sia una crisi economica, psicologica o, d’amore, Lina trova sempre il rimedio perfetto. Essendo vedova già da tanti anni resiste imperterrita ai continui attacchi dei figli che vorrebbero mandarla in un ospizio. Resiste, nel pieno del suo spirito vitale. Ogni giovedì, cascasse il mondo, ha due rituali: il primo è andare a trovare il marito al cimitero, il secondo è l’immancabile scopone in compagnia di sua sorella Maria. Lina ha anche uno spasimante, Don Eduardo, il vicino di casa dall’età indefinita che non perde occasione e fantasia per corteggiarla.
